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La zia acquisita
Inviato da LEOhotlists
Quel giorno mi trovavo a pranzo dai suoceri, dove ascoltando una conversazione tra mio suocero e mia suocera, appresi che zia Valeria (la sorella di mia suocera) aveva bisogno d'aiuto per spostare dei mobili ed eseguire dei lavoretti in casa, quindi viste le difficoltà riscontrate dalla zia ed in considerazione del fatto che in quel periodo ero in ferie forzate, guardai mia moglie e le feci capire che sarei potuto andare io. Lei apprezzò molto il mio gesto, si avvicinò per darmi un bacio e mi chiese se lo facevo davvero con piacere. Risposi che non vedevo altra soluzione e che l'avrei fatto volentieri, quindi comunicai la cosa anche ai suoceri che mi ringraziarono e si preoccuparono di telefonare alla zia per avvisarla.
L'indomani mattina mi recai dalla zia, una donna divorziata, 45enne, alta circa 1, 69, capelli biondi sulle spalle occhi azzurri, una terza abbondante di seno, culo rotondo e belle cosce tornite anche se oppresse da un po' di cellulite. In poche parole, una donna sexy, formosa e con tutte le curve al posto giusto.
Zia Valeria, in quell'occasione, indossava una tuta grigia e scarpe da ginnastica nere, presumibilmente per stare più comoda. Prima di metterci al lavoro mi fece accomodare in cucina, mi ringraziò per la disponibilità e mi offrì un caffè. Poi mi accompagnò nella camera del figlio, dove mi fece indossare una tuta ginnica dell'esercito italiano (il figlio era un giovane maresciallo che da diversi anni prestava servizio in una caserma fuori città). Indossai velocemente la tuta e raggiunsi la zia che già si era rimboccata le maniche ed aveva iniziato a lavorare. Faticammo per circa tre ore e quando finimmo il tutto eravamo sfiniti e sudati.
La zia sembrava molto affaticata e continuava a toccarsi il collo, probabilmente aveva dei dolori muscolari causati da un movimento malfatto. Le dissi che avremmo dovuto bere un integratore di sali minerali, ma lei rispose che al massimo poteva preparare una bevanda con sciroppo di menta e latte di mandorla. Risposi che il latte di mandorla andava bene, quindi andammo in cucina, preparammo le due bevande ed iniziammo a bere, ma la zia continuava a toccarsi il collo facendo ruotare la testa da un parte all'alta.
- Hai bisogno di un bel massaggio! - dissi.
- No, per risolvere il problema dovrei scrollarmi di dosso almeno una quindicina d'anni. - rispose.
- Guarda che io ho la mano magica e col mio fluido riesco ad alleviarti il dolore - risposi a mia volta, poi mi avvicinai e con entrambe le mani cominciai a massaggiare il suo collo cercando di fare un lavoretto accurato.
Dopo alcuni minuti di quel massaggio, mi fermai e le chiesi se il dolore si attenuava. Lei mi sorrise compiaciuta e disse: - hai un tocco che trasmette un senso di calore e di benessere il tutto il corpo, ti prego, continua ancora per qualche minuto. -
- Se vuoi posso andare avanti per ore - risposi - per me è un piacere, poi tu sei così morbida, hai la pelle così vellutata…- e facendo dei movimenti delicati e circolari cominciai ad estendere il massaggio alle spalle. Zia Valeria, inebriata dal lavoro scrupoloso delle mie mani, mi lasciava fare.
Era una goduria, la zia era ed è tuttora un gran pezzo di donna ed io al contatto con la sua cute iniziavo ad eccitarmi. Ero talmente eccitato che le mie mani si fecero più audaci e si spinsero fin sotto le bretelle del reggiseno, ma a quel punto, la zia ebbe un sussulto e cercò di scostarsi.
Io però, facendo finta di non capire, continuai il massaggio con dei movimenti sempre più delicati e rilassanti, talmente rilassanti che la zia chiuse gli occhi e si lasciò massaggiare tutta la schiena senza opporre alcuna resistenza. - Hai le mani fatate - disse - beata la mia nipotina che ti ha sempre a sua disposizione. -
Quel lavoretto stava producendo i suoi effetti, la zia aveva gli occhi lucidi ed il respiro ansimante. Era evidente che i miei polpastrelli avevano individuato la zona erogena della sua schiena e la cosa stava procurando l'eccitazione di entrambi. Io, infatti, avevo già l'uccello al massimo della sua erezione che spingeva contro gli slip, mentre la zia sempre con respiro ansimante di tanto in tanto si mordicchiava le labbra.
Quando ad un certo punto la testa mi si annebbiò d'un tratto e senza alcun indugio le mie mani s'insinuarono dentro il reggiseno della zia, mettendo a nudo le sue belle tette con dei capezzoli lunghi e ritti che venivano in avanti. La zia fece un sobbalzo e disse - che stai facendo? Fermo!!! Non possiamo farlo! - ma io, impazzito dall'eccitazione le strappai con forza la maglietta e mi avventai sulle sue tette cominciando a ciucciare avidamente quei due capezzoloni turgidi e tondi.
- Ma ti sei impazzito! Fermati subito! Lo capisci che non possiamo farlo? - disse dimenandosi per cercare di sfuggire al mio attacco, ma io ero veramente impazzito e come una furia ciucciavo quelle tette e leccavo quelle grandi aureole rosate che circondavano i suoi grossi capezzoli.
La zia cercò ancora di divincolarsi, ma senza tanta convinzione, ormai anche dentro di lei cresceva notevolmente l'eccitazione ed iniziava persino ad emanare un odore di troia vogliosa. Era pronta per essere montata, iniziava a gemere ed i suoi mugolii aumentavano la mia eccitazione.
Io provavo un piacere infinito e lasciando da parte ogni remore e ogni prudenza tirai fuori il cazzo e tenendole la testa per i capelli lo portai vicino alle sue labbra e prepotentemente glielo infilai dentro scopandola in bocca.
- No, non voglio. Non fare pazzie. Non è possibile… - diceva, ma io mi avvinghiai a lei e cominciai a muovere con calma il cazzo dentro la sua bocca dicendole - sì che possiamo… chi l'ha detto che non possiamo? - poi cominciai a chiavarla con più foga. La troia stava con gli occhi chiusi e abbandonando ogni freno inibitore mi strinse a se e iniziò a mugolare come una cagna in calore.
Poi iniziò ad accelerare il ritmo, con una mano guidava i movimenti dell'asta dentro la sua bocca e con l'altra mi massaggiava i testicoli. Mi stava provocando un piacere infinito, ero al massimo dell'eccitazione, mi sentivo montare un fiume inarrestabile di sborra calda, ma cercai di resistere.
- Si… si… voglio sentire il gusto della tua sborra calda e densa … si… sborrami… porco sborrami… inondami tutta... - disse, ma io nonostante sentivo il liquido caldo che iniziava a risalire dalle palle mi trattenni finché potei e mentre lei ansimava desiderosa di assaporare il mio liquido seminale, mi abbandonai e le riversai sulla lingua e sul palato tutto il mio sperma.
La troia ingerì tutto, non si fece scappare nulla, lo strizzo e ne recuperò anche l'ultima goccia, poi mi guardò, sorrise compiaciuta del mio godimento e con le sue labbra carnose e la sua lingua instancabile lo leccò e lo lucidò del tutto. - Sei buonissimo… ancora… ne voglio ancora… voglio sentirti dentro… voglio essere la tua puttana… - disse, ma eravamo sfiniti dal lavoro svolto e le nostre energie erano quasi esaurite. Pensai che non avremmo avuto le forze per una scopata, quindi poiché la troia aveva una di quelle enormi vasche con idromassaggio che soltanto a guardarle ispirano porcate le dissi: - anche io ti voglio, ma la giornata è ancora lunga e prima vorrei che facessimo un bel bagno profumato con tanto d'idromassaggio. -
La maiala trovò l'idea molto eccitante, mi abbracciò e avvicinandosi alla mia bocca mi baciò intensamente. Poi ci dirigemmo in bagno, dove ci spogliammo completamente e mentre aspettavamo che la vasca si riempisse d'acqua io iniziai a baciarle il corpo, partendo dalla bocca, fino alle dita dei piedi, ma volevo assaggiare il suo dolce nettare, così scivolai con la testa tra le sue cosce calde, odorose e bramose. Mi insinuai con la lingua tra le labbra, sul clitoride, nell'attaccatura delle cosce, finendo sull'ano e in mezzo ai glutei. Sentivo l'odore della sua carnalità che si diffondeva nell'aria e la cosa mi faceva andare letteralmente fuori di testa. Ero in preda ad una specie di raptus. Leccavo senza ritegno e senza fermarmi un attimo. Lei era in estasi, quel trattamento la faceva gridare senza ritegno e la sua testa si voltava a destra e sinistra senza controllo.
Ad un certo punto capii che non mi bastava più leccarla, ormai avevo assaporato tutti i suoi umori che trapelavano copiosi dalla sua figa. L'eccitazione era di nuovo cresciuta in entrambi ed io volevo assolutamente incularala, quindi le ordinai di voltarsi e mettiti alla pecorina. La troia ubbidì senza farsi pregare, si mise in ginocchio sul tappeto del bagno, appoggiò le mani al bordo della vasca, si abbassò un poco, divaricò leggermente le gambe e mi offrì la fica da dietro.
Era uno spettacolo irresistibile. Mi posizionai dietro di lei e mi soffermai un istante ad ammirare quel gran culo per aria, quella fica maestosa e quel ciuffetto biondo che trasudava umori, ma quelle chiappone e quella fica semi aperta mi aspettavano, quindi non indugiai troppo e la penetrai profondamente con la lingua per assaporare ancora una volta i suoi umori. Poi le allargai per bene le natiche e cominciai a lavorare su quel culo meraviglioso, leccandolo e penetrandolo con la lingua per inumidire il buchetto. Quando fu ben lubrificato gli infilai il dito medio ed iniziai a stantuffare, mentre con l'altra mano le masturbavo la fica.
La troia ebbe un sussulto e disse - che stai facendo? Non puoi entrare nel culo, non l'ho mai fatto! Non si può fare! - A quel punto, senza dire una parola, estrassi il dito dal culo e continuando a masturbarle la fica ripresi il lavoretto di lingua sul buchetto vergine, ma quando mi parve giunto il momento, insalivai anche il mio stantuffo e dopo aver puntato il glande sul buco del culo, cominciai a farlo entrare piano piano.
- Stronzo che fai? Non voglio!!! - Gridò lei. Ma io con un colpo secco entrai tutto dentro e mi fermai solo quando le palle arrivarono a fine corsa.
- No, no non voglio! Fermo, mi fai male... non fare pazzie! - gridò ancora cercando di liberarsi, ma ormai il cazzo era entrato inesorabilmente dentro di lei e riuscivo persino a sentire miei testicoli che urtavano contro le natiche di quel magnifico culo.
- Zia hai un culo bellissimo. Non posso perdere questa occasione. - le dissi, ed iniziai a scoparla delicatamente.
Dopo la prima strizza di dolore, la maiala ci prese gusto e cominciò a godere. Io la tenevo ferma col peso del mio corpo e mentre la inculavo, ora piano, ora con forza, con una mano le lavoravo un capezzolo e con l'altra le masturbavo la fica.
La troia ormai godeva e gridava senza ritegno, la sua fica era diventata un colabrodo e ad ogni colpo i suoi mugolii aumentavano facendo crescere anche la mia eccitazione. La montavo dandole colpi sempre più forti con il mio cazzo e quando stavo per venire mi fermavo perché volevo far durare il mio piacere all'infinito.
Provavo un piacere incommensurabile, una sensazione indicibile, la zoccola gemeva e godeva producendosi in un orgasmo dopo l'altro, sollevava il bacino e schiacciava le sue chiappe contro il mio corpo per agevolare la penetrazione e cogliere il mio cazzo sempre più in fondo al suo culo.
- Spingi…. Spingi… - diceva, ed io come un treno la sbattevo senza pietà. Poi iniziò ad urlare frasi sconnesse. Dentro di lei cresceva un altro orgasmo che io apostrofai dicendole: - Sei la mia troia! Sei la mia maiala! Dai che ti farcisco il culo di sborra!!! Si… si… vengoooo….- L'orgasmo arrivo per entrambi e lei seguendo le mie parole: - Si… si… sono la tua troia… spingi… spingi… ti prego non smettere… fammi sentire quanto sono porca! - Le riversai nel culo una sborrata mai vista e continuai a pompare fin quando il cazzo non si afflosciò, quindi lo tirai fuori e ci immergemmo nella vasca, dove la zia mi disse - Sai nipotino sei stato molto bravo, era da più di un anno che non godevo così intensamente. -
Poi ci abbracciammo a lungo e quando entrò in funzione l'idromassaggio, i nostri corpi sconquassati iniziarono a rilassarsi. La maiala, ancora in estasi mi disse che il mio cazzone era il benvenuto dentro di lei e che ogni volta che ne avevo voglia potevo andare a trovarla. Da quel giorno non perde l'occasione di metterselo in bocca o stringerlo nei suoi buchi, ormai aveva stanato l'animale che era dentro di me!
Grazie zia Valeria.
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