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Genere Incesto
Mia cugina Silvia
Inviato da LEOhotlists
Estate 1992, come ogni anno, insieme alla famiglia dello zio, prendemmo in affitto una villetta vicino al mare e con un ampio giardino alberato.
Quella mattina, stavo rientrando da una lunga battuta di pesca subacquea, quando arrivando a casa mi trovai immerso in un silenzio tombale, l'unico rumore che percepivo era quello delle cicale sugli alberi, ma sistematicamente i miei genitori andavano in città con gli zii, quindi la cosa mi lasciò indifferente. Andai a fare una bella doccia e visto che nessuno mi poteva vedere, con quel piccolo asciugamano messo a mo di gonnellino, che a stento riusciva a coprire il mio pene, andai a prendere un po' di gelato e mi spostai sul terrazzo, dove mi posizionai per prendere un po' di sole completamente nudo.
Mi rilassai al sole per circa venticinque minuti, quando sentii uscire qualcuno dal bagno. - Chi è? -
- Sono io, ho fatto la doccia! - Era mia cugina Silvia, una ragazza di 22 anni, altezza media, capelli corti e neri, occhi a mandorla, una terza di seno e un culetto a mandolino che io da qualche tempo sognavo ogni notte.
- Sei sola? -
- Si, i nostri genitori sono andati in città… vado in camera mia! -
- Ok, io sono sul terrazzo… sto prendendo il sole... - ovviamente non le dissi che era una tintarella in versione integrale.
Dall'età dell'adolescenza mi eccitavo tantissimo guardandola e di giorno in giorno al mio interno maturava una voglia matta di mettere il cazzo nel suo culo, ma i nostri rapporti sono sempre stati quelli di normali cugini e non sapevo come fare per farle capire le mie intenzioni senza mandare in rovina il magnifico rapporto che c'è tra le nostre famiglie e soprattutto ero preoccupato dalla sua possibile reazione, quindi restai sul terrazzo a prendere il sole. Però sapendo che sarebbe potuta arrivare da un momento all'altro, risistemai l'asciugamano per coprirmi l'uccello, ma l'idea che avrei potuto spiare mia cugina m'intrigava molto ed il mio pene che fino a quel momento stava tranquillo e rilassato, ebbe un'erezione. Ero molto combattuto, l'animale che c'è in me diceva: - entra nella stanza con l'asta sguainata, prendila di sorpresa e scoparla con prepotenza -, mentre la parte più razionale cercava di persuadermi dicendomi: - Attento alla sua reazione… manderai tutto in rovina. -
Ero in conflitto con me stesso, avevo le pulsazioni che si aggiravano intorno ai 350 battiti minuto e la salivazione azzerata, quando ad un tratto percepii dei mugolii provenire dalla stanza di Silvia. Incuriosito mi alzai e lentamente mi avvicinai alla porta della sua camera che, per fortuna, trovai socchiusa. S'intravedeva una buona parte della stanza. Sentii ancora i suoi gemiti, però non riuscivo a guardare cosa stesse facendo. La curiosità e l'eccitazione erano alle stelle, quindi facendo molta attenzione aprii un po' di più la porta e in un batter d'occhio la vidi distesa sul letto che si masturbava. Rimasi pietrificato ad osservare la scena, aveva la fighetta completamente bagnata, apriva e chiudeva le gambe sditalinandosi come una pazza. Ero eccitatissimo, lasciai cadere l'asciugamano, presi il cazzo in mano ed iniziai a farmi una sega, ma mentre mi menavo l'uccello spinsi la porta, involontariamente, facendola aprire del tutto.
Silvia, in quell'istante si bloccò e mi guardò, ma sembrava in trance per il godimento, infatti, dopo qualche secondo riprese a masturbarsi fin quando un fiotto di liquido inondò la sua mano. Ormai l'eccitazione di entrambi era arrivata ai massimi livelli e a quel punto pensai - ora o mai più! - feci un bel respiro, mi avvicinai e puntandole contro il mio turgido cazzo le dissi: - non dirmi che ti sei già saziata! - ma non ebbi nemmeno il tempo di finire la frase che fui afferrato, come in una morsa, da quelle belle cosce tornite ed affusolate. Il mio pene era al massimo della sua estensione e finalmente si trovava ad un centimetro da quella bella figa, tanto desiderata e ricoperta di soffici peli neri impasticciati e colanti d'umori, mi fermai un istante e la guardai con ammirazione… era meravigliosamente bagnata. Poi appoggiai il mio bastone sulle sue grandi labbra che si schiusero senza opporre resistenza e finalmente entrai nel suo nido caldo ed accogliente. Diedi alcuni colpi piano piano, poi cominciai a pompare con più vigore. Il mio bastone si muoveva velocemente e ad ogni pompata lei fremeva come scossa dalla corrente elettrica, si lasciò andare godendo come una pazza e dopo alcuni colpi poderosi non capii più niente, gemeva in continuazione, ormai aveva un orgasmo dietro l'altro e mi apostrofava ogni volta che godeva - si… si… spingi… senti come sono bagnata… daiii… daiii… fottimiiii… scopami tuttaaaa… lo voglio tutto dentro… riempimi la figa… - ero inarrestabile, la montavo dandole colpi sempre più forti. Silvia ormai godeva e gridava senza ritegno, dalla sua figa trapelavano copiosi i suoi succhi e ad ogni colpo i suoi mugolii aumentavano facendo crescere anche la mia eccitazione al punto che iniziai a sentire il liquido caldo che risaliva dalle palle, cercai di trattenermi finché potei e quando le annunciai che anche io stavo per venire, la maiala fece un sobbalzo e disse: - vienimi in bocca… in bocca… voglio sentire il gusto della tua sborra calda e densa… la voglio bere tutta! -
A quel punto tirai fuori il cazzo e tenendole la testa per i capelli lo portai vicino alle sue labbra carnose e desiderose di assaporare il mio liquido seminale. Pochi colpi dentro la sua bocca e le riversai in gola un fiume in piena di cremoso sperma. - E' buonissimo… ancora… ne voglio ancora… voglio essere la tua puttana… - disse, ma io avevo sempre quella voglia matta di mettere il cazzo dentro quel culetto sodo e tondo come un pallone, quindi approfittai dell'occasione e visto che aveva espresso il desiderio d'essere la mia puttana le dissi, con tono autoritario: - Puttana ora voltati e mettiti alla pecorina!!! -
La troia si voltò senza indugiare e si mise a quattro zampe sul letto, poi divaricò leggermente le gambe e mi offrì la fica da dietro che penetrai profondamente con la lingua per assaporarne i succhi. Poi le allargai per bene le natiche e mentre con una mano le masturbavo la figa, cominciai a lavorare su quel buchetto, leccandolo e penetrandolo con la lingua. Quando fu ben lubrificato, introdussi il dito medio ed iniziai a stantuffare, poi infilai il secondo dito ed in fine il terzo. Quando vidi che il buco cominciava ad allargarsi, appoggiai delicatamente la cappella e cominciai a spingerla dentro piano piano.
In un primo momento ebbe un sussulto e una stizza di dolore, io in ogni modo entrai poco alla volta e mi fermai un attimo, ad aspettare che lei si adattasse al mio cazzo, soltanto quando fui entrato per metà, ma a quel punto lei sollevò il bacino e spinse le sue chiappe contro il mio corpo per agevolare la penetrazione e cogliere il mio cazzo in fondo al suo culo. Quando fui tutto dentro mi fermai ancora qualche secondo e poi cominciai a scoparla prima piano poi sempre più forte anche perché era lei stessa ad incitarmi, la sentivo che cominciava a tremare e ad un tratto un grido di piacere si levo dalla sua bocca stava avendo una serie d'orgasmi anali ed era letteralmente impazzita, m'incitava a scoparla e nel frattempo si toccava il clitoride per continuare a godere - Si… Si… Spingi…. Spingi… - diceva, ed io tenendola per i fianchi, la sbattevo senza pietà, ma a quel punto anche io ero allo stremo e dopo alcuni colpi poderosi che fecero sbattere le mie palle contro il suo culo la riempi di sborra dicendole: - Puttana… Sei la mia puttana… senti come ti riempio il culo di sborra!!! Si… si… vengoooo….- L'orgasmo arrivò per entrambi e lei seguendo le mie parole: - Si… si… sono la tua puttana… spingi… spingi… ti prego non smettere… non ti fermare… fammi sentire quanto sono porca… - Le riversai nel culo una sborrata mai vista e continuai a pompare fin quando il cazzo non si ammosciò, lei era letteralmente sconvolta, aveva avuto una serie d'orgasmi che l'avevano distrutta e si abbandonò sul letto, ma si era fatto tardi e in qualsiasi momento sarebbero potuti ritornare i nostri genitori, quindi andammo a fare una doccia con limonata annessa, poi indossammo i costumi ci sistemammo sul terrazzo per prendere il sole. Inutile affermarvi che quella fu una vacanza memorabile, dove io e mia cugina continuammo, ogni santo giorno, a fare del sesso sfrenato.
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