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Genere Etero
Volevo la figlia chiavai la madre
Inviato da Vampi

scritto il 21/08/2010 


L'avevo agganciata, era una bella ragazza, mora snella,con tutte le sue cosine a posto e quella sera l'avevo accompagnata a casa, ossia mi ha lasciato all'inizio di una stradicciola, e scusandosi dicendo che non voleva farsi vedere dai vicini. Avrà avuto sui 15/16 anni. Saltellando dalla gioia tornai a casa avendo pregustato un successo. Dovetti allontanarmi per tre mesi e quindi detti un addio alla mia conquista. In quei tre mesi, alla sera, prima di prendere sonno, quando si fa il bilancio della giornata trascorsa, concludevo sempre col pensiero rivolto a quella signorinetta tanto bellina. Non ne ero certamente innamorato poichè quell'approccio era il primo e fu di breve durata, ma mi piaceva immaginarmi di baciare quella bocca rosea che atteggiata al broncio, mi faceva ricordare l'attrice mia preferita Brigitte Bardot. Quando tornai dal mio "esilio" cercai di incontrarla, invano, sembrava sparita. Non avevo nessuno a cui rivolgermi, conoscevo solo il nome Doretta. Passò così un altro mesetto. Ormai l'avevo accontonata in un angolo del mio cervello senonchè una sera il cerchio dei miei amici propose di andare a puttane. L'esuberanza dei miei ormoni di ventenne premevano nei calzoni, accettai.--Andiamo da una che conosco io-- Propose uno, e aggiunse --non è una vera e propria puttana ma la famiglia sta passando un brutto momento finanziario e questa donna si vende -- Nell'avviarci verso la bramata fica si scherzava ridacchiando tutti e tre, ma poi quando m'accorsi che ci stavamo dirigendo per la stradina della mia Doretta, divenni serio e pensieroso, temevo potesse vedermi e magari capire qualcosa. L'amico, l'esperto, ci fece fermare --E' qui, voi aspettate, vado da solo, poi vi chiamo. Dieci minuti dopo, un fischietto e entriamo tutti in casa. Quaesta donna era una discreta fica,avrà avuto una quarantina d'anni. Ci fece accomodare in salottino e dopo averci offerto qualcosa da bere si appartò con il nostro mentore. Io fui il secondo, mi sbrigai presto, avevo i coglioni gonfi e non mi ci volle molto per svuotarli. Fu una bella chiavata, le godetti dentro e fui anche contento perchè la tariffa era equa essendo un pò avaro per natura e essendo spesso al verde, quando uscii dalla camera, un sorriso aleggiava sul mio volto, sorriso che subito si gelò quando entrato nel salottino vidi la mia Doretta che si stava togliendo il giaccone Non ricordo bene i pensieri che mi si accavallarono nella mente, non riuscivo a connettere, pensai addirittura che anche lei fosse una prostituta. Balbettai un ciao dandogli imbambolato la mano, lei rossa come un papavero mi rispose con la voce fioca. Restammo lì impalati senza più profferir parola. --Ma vi conoscete? -- Chiese un mio amico, al quale risposi si abbassando le palpebre. Mezzora dopo, dovetti spiegare agli amici come la conobbi, ai quali chiesi se anche lei si facesse scopare; Dissero che non lo faceva ma che non mancherà molto. Rientrando a casa pensavo a come sono i casi della vita, volevo chiavarmi la figlia, invece mi sono chiavato sua madre.